Pregiudizi sul BDSM


BDSM / lunedì, Aprile 22nd, 2019

bdsm

Una conversazione in un salotto virtuale ha fatto nascere una discussione che mi ha fatto molto riflettere su quanto il BDSM sia ancora visto come qualcosa di strano nel migliore dei casi e malato e patologico nel peggiore.

Tutto è nato perché qualcuno ha condiviso un video intervista ad una coppia in una relazione 24/7 dove lei è una schiava e lui il padrone. Lei nel video racconta di aver sofferto di disturbi alimentari e dice che questa dimensione relazionale che hanno (Dominazione/sottomissione) l’ha aiutata moltissimo nel suo percorso di guarigione. (è un dettaglio importante per i giudizi che ne sono scaturiti)

Quali sono state le reazioni? 

Sorvolo sugli insulti che non vale la pena analizzare. Potete immaginarli anche da soli. Quello che invece mi ha colpito sono stati i commenti del genere “lei ha solo trovato un altro modo per farsi male”, “se lo avesse fatto a me gli avrei tirato un ceffone”, “sono malati”, “ci sono dei limiti per i “giochi” “, ” è un comportamento patologico”, “lui è semplicemente un violento che ha trovato una vittima inconsapevole”, “il bene di una persona viene prima del suo consenso”…

Capisco e mi rendo conto, davvero, che il bdsm risulti strano a chi non lo conosce. Capisco che un video di quel genere, dove il bdsm non è solo un giochino del weekend per ravvivare la relazione nella camera da letto, ma è vissuto ogni giorno tutto il giorno, risulti indigesto e assurdo a chi non fa parte della comunità.

Ma non è un buon motivo per patolocizzare le persone. Non è un buon motivo per sostituirsi al libero arbitrio di due persone adulte (da notare che della malata si è dato soprattutto alla donna, ossia la sottomessa in questo caso. Immagino sarebbe stato uguale se fosse stato un uomo sottomesso. Il problema a quanto pare è essere parte passiv* nell’immaginario comune. Farsi “menare” spontaneamente. Mostrare entusiasmo nell’essere abusat* (quello che viene percepito come abuso dall’esterno. Ma che abuso non è se i partecipanti sono adulti e consenzienti). Lui invece è un mostro secondo la morale dei commenti… Un deviato che la sta solo usando.

La relazione 24/7 richiede necessariamente un articolo a parte. In questa occasione vorrei solo sfatare alcuni miti sul bdsm e spiegare perché può essere una scelta di vita sana e valida.

Your Kink is not my Kink but your Kink is Ok

Dovrei proprio stamparlo dappertutto. Il tuo Kink non è il mio Kink ma il tuo Kink è ok. Cosa significa questo? Che qualunque cosa eccita TE va bene anche se non eccita ME.

Ognuno vive la propria sessualità in modo diverso ed è ok avere preferenze diverse. E ok desiderare cose fuori dall’ordinario. Ad alcun* piacciono i piedi. Altr* hanno una predilezione per i costumi. Alcun* amano infliggere dolore e altr* adorano provare dolore.

Non spetta a noi decidere cosa può eccitare e far star bene gli altri. Ci sono dei limiti? Ovvio. Il bdsm viene praticato necessariamente da adulti consenzienti. Ma non possiamo essere noi (nel senso di persone esterne alla dinamica di coppia o gruppo che gioca) a decidere cosa sia permesso e cosa no.

Non ci si può sostituire al libero arbitrio degli altri con la scusa del “lo faccio per il suo bene”. No. Non avete nessun diritto di decidere cosa sia il “bene” di un’altra persona.

Chi pratica BDSM non è malato

Questo sembra essere il dubbio principale che affligge le persone. Quindi vi rassicuro subito. Praticare bdsm non ci rende malati.

Il bdsm è stato depatolocizzato. Vari studi hanno dimostrato che chi pratica bdsm non ha più disturbi mentali rispetto alla media della popolazione generale.

E anche se una persona soffrisse di qualche disturbo questo significa forse che non ha il diritto di esplorare la propria sessualità? Soltanto chi è perfettamente sano ed equilibrato può avere una relazione?

Perché io non sono “sana”. Soffro di varie patologie che non starò a spiegare. Ma le mie patologie NON influiscono sulla mia capacità di pensare e decidere cosa sia meglio per me. E non permetto ad altri di dirmi che visto che non sono perfettamente “sana” non posso vivere il sesso come voglio.

Tra l’altro chi pratica bdsm ha spesso delle relazioni stabili e comunicative. La comunicazione è essenziale nel bdsm appunto perché si rischia di farsi male. Quindi chi fa parte della comunità è abituato ad esprimere i propri bisogni ad alta voce.

Chi domina non è un violento alla ricerca di vittime 

No i Dom (donna o uomo che siano) non sono alla ricerca di vittime inconsapevoli da torturate. Io mi identifico come Switch e traggo piacere anche dal far male alle persone (oltre che dal provarlo). Ma non mi sognerei mai di far del male a qualcuno che non fosse entusiasta della cosa o di provocare dei danni a qualcuno. (C’è differenza tra far del male e provocare danno. Il dolore passa, è momentaneo. Il danno è una cosa permanente o comunque a lungo termine. E lo si evita sempre.)

Nella comunità BDSM esistono sicuramente persone che usano il BDSM per abusare gli altri. Ma solitamente vengono banditi da tutti gli spazi (eventi, incontri ecc.) non appena si viene a sapere della cosa. Ovviamente se lo fanno in privato è più difficile proteggere l*altr* person* coinvolt*.

Ma persone del genere esistono in tutte le comunità, non è solo un problema degli stili di vita alternativi. E proprio perché il BDSM viene visto come abuso o violenza gratuita si cerca di fare tutto il possibile per mantenere la comunità sicura.

Chi si sottomette non ha bisogno di essere salvato

Una sessione di spanking, o di altro tipo di “tortura” più estrema, non è la stessa cosa dell’essere picchiat* da qualcuno in una situazione di abuso. La differenza sta in una cosa molto semplice, il consenso. E il controllo della situazione.

Chi si sottomette ha comunque il controllo della situazione. Scelgono loro cosa, come è quanto. E scelgono anche quando porre fine alla cosa.

Ad alcuni il dolore piace in certe situazioni. Lo scelgono e non c’è nulla di male. Non sono vittime e spesso non sono neanche persone con una personalità sottomessa nella vita di tutti i giorni. Quindi non hanno bisogno di essere salvate da nessuno.

In conclusione

Ho cercato di essere il più obiettiva possibile visto che alcuni dei commenti che ho letto mi hanno infastidita parecchio. So che non dovrei dar loro importanza e che spesso le reazioni di questo tipo sono date semplicemente dal non conoscere e quindi interpretare la situazione in modo errato.

Ho cercato di spiegare nei commenti a quel post cosa significhi e perché ad alcuni può piacere ma una sezione commenti non permette di dilungarsi più di tanto quindi avevo bisogno di scriverne un articolo.

Quello che mi ha colpito è stata l’idea di poter privare qualcuno della propria libertà di scelta “per il suo bene”. E possibile che qualcuno pensa ancora di avere il diritto di decidere della vita privata degli altri? Pensavo avessimo superato quell’epoca. Invece a quanto pare abbiamo ancora della strada da fare…

Your kink is not my kink but your kink is ok. 

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