Consenso: come riconoscerlo?

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel vocabolario Treccani il ‘consenso’ viene definito come: ‘Conformità di voleri: agire di consenso, d’accordo’ e ‘il consentire a che un atto si compia, permesso, approvazione’. Negli ultimi mesi si è parlato molto di consenso, soprattutto in seguito ai casi di molestie più o meno gravi nell’ambiente cinematografico. Moltissime donne hanno raccontato le loro esperienze di molestie sui vari social con l’hashtag #metoo e tanti uomini hanno parlato delle loro esperienze oppure hanno dimostrato solidarietà. Credo sia importante continuare a parlarne. Il sesso senza consenso non è sesso. E stupro.

Cercate un chiaro Sì!

Le persone dicono sì in molti modi. La maggior parte da il proprio consenso partecipando a quello che succede. Quindi risponde ai baci, si spoglia, aiuta l’altro a spogliarsi, stringe ed avvicina l’altro.. E un partecipante attivo ed entusiasta. Perciò spesso non è un sì verbale quello che dobbiamo cercare. Bisogna fare attenzione a quello che l’altro fa. Il silenzio, la poca reattività e la poca partecipazione dovrebbero farci capire che forse l’altro non ne ha tanta voglia. Se abbiamo anche soltanto il dubbio ci fermiamo e chiediamo. Siate pronti a ricevere un rifiuto e soprattutto ad accettare quel rifiuto. Infatti oltre ad essere chiaro ed entusiasta il consenso può essere revocato in qualsiasi momento. Questo è molto importante. Anche se siete già svestit* ed eccitat* se l’altr* cambia idea non si fa più niente. Evitate di arrabbiarvi e rispettate la loro decisione.

Come riconoscere il no?

Il no può avere tante forme. Può essere un no verbale espresso chiaramente. Oppure un “non so..”, “non sono pront*”, “non mi va”, “ho mal di testa”, “mm non sono sicur*”. No significa no. Non è una sfida. Non è una richiesta ad essere “conquistat*”. La nostra cultura ci ha convinti che le donne dicono di no quando vorrebbero dire di sì. Le brave ragazze resistono. Bisogna “conquistarle”. E per conquistare si intende molto spesso insistere fino a quando non dicono sì. E come dimenticare “chi tace acconsente”… No. Il silenzio non è consenso. L’altra persona potrebbe aver paura delle conseguenze di un no, oppure potrebbe non sapere come esprimerlo, essere confus*, sentirsi in colpa.. E per questo motivo che la partecipazione è un elemento essenziale per renderci conto se l’altro ne ha voglia o meno.

Quando il consenso non ci può essere:

 

Ci sono delle situazioni in cui il consenso non ci può essere a prescindere. O perchè è una situazione illegale o perchè l’altra persona non è in grado di dare il proprio consenso. Ecco quando questo accade:

  • Se l’altra persona è ubriaca o drogata. Se non può guidare non può fare sesso. Molto semplice. Prendiamocene cura e rimandiamo l’incontro intimo ad un altro momento. Quando entrambi potremmo ricordarcene e provarne piacere.
  • Se l’altr* è minorenne.
  • Nel caso di alcune disabilità o di alcune persone anziane incapaci di dare il consenso
  • Se uno dei due è in una posizione autritaria. Non ci può essere consenso se c’è uno sbilanciamento di potere. Quindi nel caso in cui una persona sia un superiore (sul luogo di lavoro), un insegnante, una persona famosa con il proprio fan ecc.
  • Se c’è coercizione. Se qualcuno si sente costretto a dire sì. La pressione può essere sia fisica che mentale. Per esempio nel caso in cui qualcuno ha paura per la propria incolumità, oppure ha paura di una reazione negativa del partner (per es. rabbia), oppure paura di una minaccia (es. se non lo fai…).

Ed infine il consenso per un’attività (es. bacio) non costituisce consenso per altre attività (es. penetrazione).

Ricapitolando il consenso può essere verbale e non verbale. Può essere revocato in qualsiasi momento. E può essere dato per alcune cose e non per altre cose. In ogni incontro sessuale deve essere presente fiducia, intimità e piacere. Sia che tu sia in una relazione di 10 anni o al primo appuntamento.

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